BRAMA: CAPITOLO IV: “VAI TU”

Dicembre, anno 2080

VAI TU

 Il notiziario delle 20:00 non era mai stato così seguito fino ad allora. Delitti efferati, infiltrazioni malavitose nella politica, appalti inficiati dalla bramosia dei governatori erano nulla se confrontati con gli annunci ufficiali del Governo Centrale riguardanti gli aggiornamenti sull’imminente conflitto mondiale. La coalizione capitanata dalla Cina, guidata dal fanatico Feng continuava a rifiutare qualsiasi tipo di negoziazione pacifica sulla questione della gestione delle risorse petrolifere. Nei suoi discorsi inneggiava alle teorie darwiniste: solo i più forti dovevano sopravvivere.

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Secondo Feng, la condivisione delle risorse avrebbe soltanto postergato di pochi anni le carestie. Ore 20:01, la sigla del notiziario richiama l’attenzione di Eleonora e Antonio che stanno preparando la cena. La casa profuma di cose semplici, pasta al pomodoro, basilico e talco per bambini. I volti, oscurati da innumerevoli notti in bianco passate a rimuginare sul futuro che li avrebbe attesi, eclissavano la spensieratezza incosciente di Mattia che nonostante tutto continuava a sorridere mentre il mondo fuori trasudava di disperazione.

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Inizia la diretta dal Palazzo della Nazione, sede del Governo. Il Capo della Nazione non è ancora arrivato. Le guardie anticipano l’ingresso del Capo della Nazione che entra a testa bassa stringendo tra le mani un comunicato. È un uomo di modesta statura ma dalle spalle larghe e dalla voce forte e decisa. Finalmente alza lo sguardo verso la platea e avvicinandosi timidamente al microfono inizia a leggere. Mattia ha fame e cerca di farsi notare dai genitori strillando, l’ora di cena è passata già da un po’. Mattia si tranquillizza vedendo la tv e indicando l’uomo impettito che sta parlando dice: “Piange! Perché il Signore piange? Eh papi?”. Nessuno gli risponde. Il Capo della Nazione tenta più volte di iniziare a leggere il comunicato ma a ogni tentativo viene sopraffatto dalle emozioni. Gli altri ministri si stringono a lui, gli sussurrano parole di conforto. Finalmente legge: “Sono appena ritornato da New York, sede del summit tra le potenze mondiali e gli emissari dello Stato Collettivo. Dopo lunghissimi e logoranti tentativi di negoziazione Feng e i suoi alleati hanno rifiutato qualsiasi progetto di collaborazione e di negoziazione. L’incontro si è concluso con un avvertimento da parte delle coalizioni, ormai nemiche”.

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Il Premier si ferma, abbassa lo sguardo, sospira, poi riprende. Lo Stato Collettivo, forte della presenza di Iran, India, Pakistan, Corea del Nord ha fatto capire di avere i mezzi per scatenare il terrore nel mondo Occidentale. Armi di distruzioni di massa, armi chimiche sono pronte per colpire in modo massiccio Il Nord America, l’Europa e l’Australia. I cittadini che abitano questi territori, secondo quanto promesso da Feng, hanno 20 giorni di tempo per salvare le proprie vite recandosi nei territori appartenenti all’unione guidata da Feng, facendo così non avranno più la possibilità di tornare indietro, saranno costretti a sottomettersi al disegno politico individuato da Feng e dai suoi alleati divenendo a tutti gli effetti, cittadini membri dello Stato Collettivo.

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Si correva il rischio di morire sotto le bombe, oppure di soccombere alle epidemie scatenate dalle armi chimiche, di vivere in territori altamente dilaniati dal conflitto, ai quali lo Stato Collettivo non avrebbe offerto alcun tipo di aiuto. Feng aveva reso noto che avrebbe colpito tutte le infrastrutture nevralgiche per il proseguo di una vita degna di essere definita tale. Si sarebbe quindi verificato quello che nelle propagande veniva indicato come Medioevo Eterno. Feng aveva assicurato la completa protezione per coloro che avessero fatto una richiesta di trasferimento diretta allo Sto Collettivo, ma non c’era posto per tutti.

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La coalizione avrebbe accolto soltanto quei cittadini in possesso delle competenze tecniche necessarie per lo sviluppo del nuovo progetto di Nazione Mondiale, questi avrebbero potuto portare con sé da uno a tre figli; gli altri sarebbero stati respinti. Non vi era spazio per coloro che non avessero potuto apportare miglioramenti alla nuova Nazione. Donne gravide, anziani, portatori di handicap, malati e bambini erano destinati a rimanere in balia degli attacchi bellici che da lì a 20 giorni sarebbero stati scagliati sui territori bersaglio.

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Eleonora e Antonio rimasero attoniti. Lei ruppe il silenzio: “Vai tu, porta con te Mattia. Io rimarrò, non ho altra scelta così come i miei e i tuoi genitori. Antonio, io sono una semplice segretaria in uno studio legale, tu hai una laurea in Ingegneria Meccanica. Chi pensi che abbia più possibilità di salvarsi tra me e te?”.

“E se non volessi salvarmi e preferissi provare a vivere cercando di proteggere te e Mattia?”. Disse Antonio con la testa tra le mani e i gomiti appoggiati sul tavolo della cucina.

Quella sera cenarono a base di silezi.

Continua…

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