THE REVENANT: CAST AWAY, APOCALYPTO E BEAR GRYLLS SI INCONTRANO

Titolo originale: The Revenant
Anno: 2015
Durata: 156 min
Genere: western, thriller, avventura, biografico
Regia: Alejandro González Iñárritu

Prendete una manciata di puntate di Bear Grylls, aggiungete qualche etto di sentimentalismo alla “Balla coi Lupi”e lasciate riposare al buio. Mescolate poi un etto di solitudine alla “Cast Away” con mezzo chilo di crudeltà al gusto di “Apocalypto”. Amalgamate il tutto e fate mantecare lentamente per circa tre ore. A cottura terminata, condire con un pizzico di polvere di Inarritu e con lacrime di DiCaprio q.b.        The Revenant è servito!

Iñárritu, regista molto apprezzato nonché vincitore dell’ultimo Oscar come miglior film con Birdman, abbandona gli scenari urbani della mondanità newyorkese trasferendosi nel selvaggio Missuori-terra di indiani valorosi, orsi e spietati cacciatori di pelli. Lo stile del regista messicano fatto di riprese frenetiche che proiettano lo spettatore sul campo di battaglia, è ormai un brand che contribuisce notevolmente alla spettacolarità e al cromatismo coinvolgente di questo suo ultimo progetto.

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Gli elementi essenziali che caratterizzano questo film sono la Natura, la cattiveria atavica di una stirpe e la volontà straripante di uomo: Hugh Glass interpretato da un Leonardo DiCaprio in chiave wild-hispter. I fiumi color verde smeraldo, le valli rigogliose di vegetazione, le tormente di neve, la ferocia della fauna e l’autenticità dei gesti degli indigeni sono gli elementi che valorizzano questo film forse più della regia di Iñárritu e degli occhioni blu di DiCaprio; che fanno da cornice a un soggetto unico ed inimitabile: la Natura prepotente, rabbiosa e ostile che si oppone allo straniero; è forse lei il soggetto principale di questo film.

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Il cast di The Reventant non è sicuramente il meglio assortito tra i film in corsa per l’Oscar, tuttavia, c’è  Tom Hardy candidato al ruolo di migliore attore non protagonista nei panni di John Fitzgerald  e c’è un Leonardo DiCaprio che sembra avercela messa tutta per arrivare a convincere un’Academy riluttante e poco generosa nei suoi confronti. Ci dispiacerà deludervi ma combattere a mani nude contro un orso, patire il freddo del Missouri e risorgere a giorni alterni non basta per poter assicurarsi il premio per la migliore prestazione attoriale dell’anno. Leonardo si è applicato molto, su questo non c’è alcun dubbio, ma potrebbe non bastare. Considerando  anche un DiCaprio che rantola, sbava, striscia per terra per circa 90 minuti facendo perno sulle solite quattro espressioni facciali standardizzate dal 1997(Titanic), allora, anche quest’anno si potrebbe concludere  con un nulla di fatto per  un attore che al di là del Redivivo meriterebbe un degno riconoscimento per una carriera cesellata di successi.

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The Revenant avrà sicuramente un destino prolifico. È un prodotto cinematografico di valore dove uno dei migliori registi al mondo dirige uno dei migliori attori degli ultimi vent’anni, disponendo di una sceneggiatura perfetta in cui amore, morte e guerra si fondono in ogni singolo fotogramma conferendo al film un’aura di intoccabilità che non ne facilita certamente il giudizio. The Revenant richiede molta pazienza, potreste avvertire uno strano senso di noia mista a interesse durante l’arco dei 156 minuti, ma va comunque visto perché racchiude in sé stili diversi, ambientazioni suggestive che ospitano esistenze tormentate e smaniose di autodeterminazione.

Di Salvatore Giannavola

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