Il punto sul Referendum del 17 Aprile: territori interessati, danni ambientali, rischi e alternative

Noi italiani, portatori sani di un atavico sentimento gattopardiano e di  indifferenza,  seduti al tavolo di un bar, ci divertiamo a sbranare brandelli di gossip. Già, il gossip… la notizia facile che ci stuzzica. Tuttavia, quando è il momento di discutere di temi seri, molti dimostrano disinteresse. La collettività è un concetto aleatorio, distante da noi, per certi versi irrilevante per il nostro scorrere quotidiano.

Nel nostro Bel Paese, notiziole di poco conto che in altri Stati verrebbero stralciate non appena giunte in redazione, si trasformano subito in temi di dibattito nazionale. Ci si infervora, si punta il dito e spesso ci si accanisce contro punti di vista altrui che in fondo non abbiamo mai voluto comprendere appieno.

Discendenti diretti dell’arte oratoria, oggi figli dei talk show abbaiati, ci sentiamo in dovere di parlare di tutto e di tutti. Ed è così che mentre si discute sul figlio di Vendola, mentre in Parlamento si accapigliano per una questione civile che negli Stati Uniti, in Gran Bretagna o in Spagna  è stata affrontata decenni fa, quasi ci dimentichiamo che il 17 Aprile ci sarà un referendum che ci riguarda tutti, indistintamente.

cicerone 22-23

Notiziari, giornali e politici ne parlano poco, anzi non ne parlano affatto. Il tema è delicato e necessita di un’attenta analisi dei vantaggi, qualora ci fossero, e degli  svantaggi di quella che è data molti ritenuta come un’opportunità di slancio economico per il nostro Paese.

Nel quesito referendario si chiede:

“Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”.

La risposta sarà Sì, qualora foste contrari all’insediamento di nuove stazioni estrattive; NO nel caso in cui foste favorevoli alle trivellazioni.

oil-drilling-at-sunset

L’ALTERNATIVA: L’ENERGIA RINNOVABILE

Secondo le rilevazioni dell’Eurostat, l’utilizzo di risorse rinnovabili è in costante aumento all’interno dell’Unione, e per il 2020 si ambisce al raggiungimento del 20%. Vediamo quali potrebbero essere le alternative ai combustibili fossili, quelle che vengono definite: fonti di energia rinnovabili.

Energia solare

La quantità di energia solare che arriva sul suolo terrestre è enorme, circa diecimila volte superiore a tutta l’energia usata dall’umanità nel suo complesso.

Energia eolica
Prima tra tutte le energie rinnovabili per il rapporto costo/produzione, è una fonte abbondante, ampiamente distribuita, pulita e in pratica non produce gas a effetto serra.

Energia idroelettrica
L’energia idroelettrica è una fonte ricavata dalla forza delle acque. Il flusso d’acqua di un lago, un fiume o un bacino artificiale, opportunamente convogliato attraverso apposite condutture, può trasformare la sua forza in energia di pressione e cinetica.

Ideensammlung - Erneuerbare Energien

Energia geotermica
L’energia geotermica è l’energia generata per mezzo di fonti geologiche di calore.Si basa sulla produzione di calore naturale della Terra (geotermia), alimentata dall’energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare di elementi radioattivi.

Energia marina
Con Energia marina s’intende l’energia racchiusa in varie forme nei mari e negli oceani. Tramite particolari tecniche, si sfruttano le svariate potenzialità offerte dal mare quali, i moti ondosi, il movimento dell’aria al di sopra delle onde, le maree o la differenza di temperatura tra il fondo e la superficie.

Energia di biomasse
Da materiali di scarto di origine organica, di natura vegetale e animale, è possibile ottenere una fonte di energia pulita immediatamente utilizzabile.

L’Italia, attualmente, produce da fonti rinnovabili circa il 14,5% del totale di energia elettrica richiesta, con il 10,7% proveniente da fonte idroelettrica e la restante parte data dalla somma di geotermico, solare, eolico e combustione di biomassa o rifiuti. Negli ultimi anni, tuttavia, la produzione italiana è cresciuta molto poco o si è mantenuta pressoché stabile, nonostante una forte crescita della fonte eolica.

*Ecowarriors.it

INQUINAMENTO E SALUTE

Idrogeno solforato (H2S), nitrati (NOx), i composti organici volatili (VOC), gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH) e  nanopolveri pericolose sono solo alcune delle sostanze prodotte dal processo di estrazione degli idrocarburi.

Sia dai pozzi che dalle centrali di desolforazione vengono emesse sostanze nocive e dannose all’agricoltura, alle persone, agli animali. Questi elementi chimici costituiscono un rischio per l’ecosistema dei territori interessati, producendo  danni irreversibili. Alcune di queste sostanze sono  cancerogene e causano danni al DNA e ai feti. L’elevata estensione degli oleodotti, e la profondità dei pozzi, rende difficile individuare queste fessure, che possono restare aperte a lungo, inquinando l’acqua del sottosuolo e danneggiando gli ecosistemi con elevati costi di ripristino.

3344

*Scheletro di un esemplare ritrovato nelle coste di Augusta

RISCHI IDROGEOLOGICI E SISMICITA’

L’Italia, come ben sappiamo, è a rischio sismico e ha già tanti problemi di stabilità idrogeologica, di subsidenza, aggravati da casi di abusivismo. Ad oggi, non abbiamo una conoscenza completa delle  distribuzione delle falde acquifere, così  come quella delle faglie sismiche. Operare su questi suoli, con tecniche estremamente invasive,  sconvolge gli equilibri geologici, rischiando di innescare terremoti come è già successo in Russia, in California, in Colorado a causa di una tecnica estrattiva nota come fracking.

cybergedeon_no_fracking_no_text

I TERRITORI INTERESSATI 

Le regioni interessate sono : Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania, Sicilia; ovvero quasi la metà delle regioni. L’immenso e inestimabile patrimonio naturale di questi territori è, dunque, a rischio.

Di seguito vi proponiamo le immagini  di alcuni dei litorali in cui andrebbero effettuate le trivellazioni. E’ opportuno precisare che gli interventi verranno fatti a 20-30 km dalla costa ma in ogni caso le ripercussioni si estenderanno su un raggio di più chilometri.  Non servono parole per descriverle, i colori, le luci e l’autenticità di questi paesaggi parlano da sè. Perchè rinunciare a tutto questo?

Laguna di Venezia

lagunavenezia

Numana-Marche

numana ok

Stintino-Sardegna

spiaggia_della_pelosa_a_stintino_sardegna

Porto Cesareo-Puglia

porto-cesareo_0

La verità è che non conviene trivellare nemmeno sotto l’aspetto economico. Il petrolio italiano è di pessima qualità. Ampliare le concessioni e modificarle significa garantire maggiori poteri  e libertà alle lobby del petrolio. Sappiamo come la parola lobby non sia sinonimo di collettività : dunque i vantaggi sono solo per pochi singoli.

Prevale insomma la solita logica, quella della pagnotta di pane per pochi e delle briciole per moltissimi.

 E se le briciole sono pure inquinate ed insane allora è meglio pensarci su, prima di votare alla cieca.

Il 17 Aprile, quando sarete chiamati ad esprimere il vostro volere in materia di trivellazioni, fate un favore a voi stessi, ai vostri figli, ai vostri nipoti, ai vostri connazionali: VOTATE Sì!

A cura di Salvatore Giannavola e Leonardo Scapin

Please follow and like us:
0

1 thought on “Il punto sul Referendum del 17 Aprile: territori interessati, danni ambientali, rischi e alternative

  1. Salve,
    Secondo me è importante specificare che il referendum riguarda la proroga delle concessioni per le piattaforme ENTRO le 12 miglia dalla costa. Ciò renderebbe anche più efficaci le immagini alla fine..
    Saluti

Lascia un commento