Università Italiana: Leggende, Tabù e Miti da sfatare

Per la generazione 1997 la scuola superiore secondaria sta per giungere al termine e ogni studente inizia a fare i conti con la dura scelta di quale facoltà scegliere per proseguire i propri studi e soprattutto quale sarà l’Ateneo dove deciderà di passare gran parte della sua giovinezza.

Mai come oggi il dibattito su quale sia il miglior Ateneo italiano è più acceso. Spesso infatti gli studenti e le stesse strutture accademiche professano la loro preminenza rispetto agli altri atenei fondando le loro argomentazioni soltanto sugli aspetti positivi della loro università, tralasciando di fatto le informazioni inerenti alle carenze strutturali o di organico in esse presenti. Questa scorretta tendenza crea un mare magnum di disinformazione che non fa altro che incrementare lo stato di confusione dei giovani studenti che si apprestano ad intraprendere l’ardua vita universitaria.

Questo articolo ha lo scopo di fare un po’ di chiarezza sulla vasta offerta formativa presente in Italia e sul vasto mondo delle Università prendendo in considerazione sia gli Atenei Statali che gli Atenei non Statali, di cui spesso si parla e di cui altrettanto spesso si dubita muovendo critiche più o meno severe circa la qualità della didattica.

school-of-education

I parametri della classifica stilata da “Il Sole 24 Ore”

I dati mostrati in questo articolo sono frutto della rielaborazione della classifica realizzata da Il Sole 24 ORE, diffuso quotidiano economico italiano. La nota testata milanese nella sua classifica prende in considerazione ben 12 indicatori di qualità di cui ben 9 relativi alla didattica (attrattività, sostenibilità, stage, mobilità internazionale, borse di studio, dispersione, efficacia, soddisfazione e occupazione) e 3 relativi alla qualità della ricerca (ricerca, fondi esterni e alta formazione).

Approccio analitico 

Abbiamo realizzato tre differenti classifiche partendo dai dati disponibili da Il sole 24 Ore, la prima relativa per l’appunto alla didattica, la seconda relativa alla ricerca e la terza classifica comprendente tutti gli indicatori delle prime due.

*tabelle disponibili a piè pagina

Il gap Nord-Sud

Prima ancora di decretare il “vincitore”, quale miglior Ateneo di Italia, è doveroso fare una considerazione che ritrae, purtroppo, il triste panorama italiano. In tutte e tre le classifiche si nota infatti come in linea di massima le Università che si posizionano meglio in classifica hanno sede tutte in Nord Italia (fatte le dovute eccezioni, vedi Roma – Luiss, Politecnica delle Marche e Università degli studi di Macerata, ovvero università del Centro Italia che si collocano rispettivamente al 7°, 10° e 14° posto).

Divario-tra-nord-e-sud

A farne le spese, come al solito, sono le povere Università del Sud, che sebbene dispongono di ottimi docenti e di ottimi studenti (lo dimostrano valori elevati relativi al punteggio degli indicatori di Sostenibilità e Soddisfazione) registrano un punteggio basso per quanto riguarda gli indicatori di Attrattività, Stage, Mobilità Internazionale e Borse di Studio. Le cause di questi punteggi così bassi sono probabilmente attribuibili a strutture (aule, biblioteche, laboratori, ecc.) spesso non adeguate alle esigenze degli studenti. Un’altra causa è certamente la carenza di fondi (borse di studio, fondi di ricerca e fondi per stage nazionali ed esteri) che da sempre caratterizzano il triste scenario dell’Italia Centro-Meridionale.

42_Barr_Banner

La classifica generale

Fatta questa breve premessa passiamo a rivelare le posizioni della classifica. Come riportato nella tabella a piè pagine, al primo posto nella classifica globale (qualità della didattica + qualità della ricerca) troviamo l’Università degli Studi di Verona (86,3), seguita subito dopo dalla celebre non Statale Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano (86.0). A chiudere il podio l’Università degli Studi di Trento (81.6), che sebbene conta un numero esiguo di iscritti può vantare un ottima area della Ricerca che le ha valso il terzo posto in classifica.

La didattica

Prendendo in considerazione la sola qualità della Didattica il podio diviene “monopolio” della sola Regione Lombardia. Al primo posto troviamo infatti l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano (83.3), al secondo il Politecnico di Milano (81.9) e al terzo posto l’Università degli Studi di Pavia (76.3).

La ricerca

Infine i dati relativi alla classifica costruita con gli indicatori della Ricerca (dati assolutamente attendibili poiché provenienti dalle stime Anvur sulla qualità della ricerca in Italia) mostrano soltanto un piccolo cambiamento rispetto alla classifica globale. Infatti al primo e al terzo posto troviamo nuovamente l’Università degli Studi di Verona (98.7) e l’Università degli Studi di Trento (92.0), mentre al secondo posto la milanese Bocconi viene sostituita dall’Università non statale di Milano “San Raffaele” (95.3) che da sempre vede nella ricerca, soprattutto in quella medica, il suo maggior punto di forza.

Le università private

Nella prima metà della classifica (dalla 1a alla 38a posizione) si posizionano  più della metà delle Università private esistenti in Italia. Parliamo delle già citate Bocconi, San Raffaele (Milano) e Luiss (Roma) a cui si aggiungono Libera Università di Bolzano (Bolzano), Università Carlo Cattaneo – Liuc (Castellanza), Roma Campus Biomedico (Roma), Milano Cattolica (Milano), Università della Valle d’Aosta (Aosta). Uno studente alle prime armi potrebbe essere dunque portato a ritenere che le Università private Italiane siano migliori rispetto alle Statali e che Università privata è sinonimo di alta qualità. Tuttavia niente di ciò potrebbe essere più erroneo, infatti contrapposte alle splendide realtà delle Università private Milanesi e Romane appena mostrate, esistono realtà molto meno brillanti. È il caso, ad esempio, dell’Università Kore di Enna e della stessa Università Europea di Roma che, complice la loro giovane età (fondate rispettivamente nel 2004 e nel 2005), non hanno ancora raggiunto buoni standard qualitativi sia per la didattica che per la ricerca posizionandosi al 74° e 72° posto della nostra classifica.

Conclusioni

Il messaggio da portare a casa è quindi quello di scegliere prima di tutto l’Ateneo, e soprattutto la facoltà in cui iscriversi, seguendo le proprie inclinazioni personali e le proprie disponibilità economiche e logistiche. Tuttavia, un aiuto alla scelta può venire dalla consultazione di questa e altre classifiche disponibili per rendersi conto del panorama accademico Italiano.

Di Tancredi Ludovico Baselli

*In grigio le università private

Clicca sull’immagine per una migliore visione dei dati esposti.

x

Please follow and like us:
0

1 thought on “Università Italiana: Leggende, Tabù e Miti da sfatare

Lascia un commento