Dall’indietrismo di Carlo Conti all’odio razziale: l’Italia vista dall’alto

Salve, mi chiamo Repubblica Italiana e ho 71 anni. Ho deciso di partecipare a questo incontro perchè sento di aver perso la mia strada. E’ da un po’ di tempo che avverto una forte sensazione di smarrimento.

Benvenuta Italia! Potresti utilizzare degli aggettivi per descrivere la tua situazione attuale?

Assopita, asfittica, eterodiretta.

Smarrita, demotivata, astiosa.

Frivola, disunita, pacchiana.

Credo possa bastare questo per definire il mio quadro psichico del momento. Mi sento impacciata, insicura e poco credibile agli occhi della realtà che mi circonda. Una condizione che ovviamente si ripercuote sulla mia produttività in ambito lavorativo. Ce la metto tutta per dare il meglio di me, ma c’è sempre qualcuno pronto a tirarmi giù, come se ci fosse un disegno divino già delineato per le mie sorti.

Mi rifiuto di credere che sia così. Per questo, ho deciso di farmi forza condividendo con voi le mie paure, e perchè no, anche le mie speranze per il futuro.

Adesso, però, che mi sento deturpata della mia integrità e della mia indole, la mia speranza è unicamente quella di lasciarmi alle spalle questo brutto periodo, l’ennesimo, confidando nella lungimiranza e nella benevolenza dei miei ospiti che, ahime, si dimostrano sempre più in attrito fra di loro.

Spesso mi chiedo: è colpa mia? Ho sbagliato qualcosa durante questi anni per generare in loro queste sensazioni? Ci penso un po’ ma non riesco ad attribuirmi delle colpe.

Sono emersa dal mare quando ancora il giorno viveva nascosto tra le braccia sicure della notte e da quel momento, calamità naturali a parte(quelle non dipendono da me), non ho fatto altro che proteggere i miei piccoli ospiti facendo in modo che questi potessero vivere nel posto più bello del mondo.

Evidentemente la bellezza non basta per essere felici.

Una Grande Bellezza porta con sè una Grande Decadenza di intensità pari se non superiore.

Prima hai fatto un accenno alla tua indole…potresti spiegarti meglio?

Alcuni dei più grandi pensatori, artisti, letterati, umanisti, e scienziati sono nati qui. Hanno respirato la mia aria, si sono nutriti dei frutti della mia terra, si sono persi guardando il mare che si infrange contro la scogliera, hanno provato stupore davanti al sole che fa capolino tra le montagne.

Avete mai sentito parlare dell’Infinito di Leopardi?

Ecco, la siepe ero io.

Gli italiani non votano da 4 anni, molti di più se consideriamo che il risultato delle ultime elezioni politiche ha avuto un’efficacia pari a zero. La repentina destituzione del Presidente Letta a favore del non eletto Matteo Renzi, non ha fatto altro che invalidare le preferenze dell’elettorato che è stato quindi privato della sua funzione.

L’Italia è il paese dei balocchi per le lobby, gruppi di influenza esterni al Parlamento che ad oggi, così come accade per le sorti politiche di altri paesi, rappresenta, forse, la discriminante più decisiva per il successo di un partito.

La credibilità del nostro paese agli occhi dei suoi abitanti e degli osservatori internazionali è ai minimi storici.

Gli appelli accorati del Primo Ministro Gentiloni, che solo qualche mese fa condannava a gran voce l’Ungheria, invitando gli altri stati membri a cooperare nella gestione delle problematiche legate all’immigrazione, hanno fatto un buco nell’acqua.

Macron e Merkel avranno di certo udito la veemenza e i volumi dello sfogo di Gentiloni, ma il loro interesse riguardo alla questione immigrazione si è concluso lì, con un laconico sorrisino di commiserazione nei confronti di un uomo che prova a irrorare un quantitativo minimo di umanità e di partecipazione a un uditorio, quello della Commissione Europea, che si limita ad ascoltare le richieste provenienti dal Governo italiano, senza però dimostrarsi fattivo e risolutivo nei confronti di incrinature geopolitiche che stanno coinvolgendo il nostro paese e quindi l’Europa.

Situazioni di rischio per i popoli che giungono verso l’Italia attraverso il Mediterraneo, e deleterie, per un popolo come il nostro, anche da un punto di vista ideologico. La questione dell’accoglienza ha diviso ormai il paese in due nette fazioni, che pur convivendo, interagiscono fra di loro a denti stretti.

L’odio razziale, in Italia è ormai evidente e chiaramente udibile.

Un sentimento che trova sfogo in fatti e gesti tangibili che, al di là delle eco dei minimizzatori del fenomeno, è destinato a generare dissapori, scontri e manifestazioni di intolleranza tra quelli che inveiscono contro le diversità, minacciando di farle fuori, e quelli che si schierano a favore della solidarietà, criticando aspramente i primi.

Il razzismo in Italia è un arbusto sempre verde che di tanto in tanto, forte di un’atavica incertezza politica e della instabilità economica che funge da humus, si rinvigorisce, rilasciando nell’aria pollini di odio virulenti che si insediano nelle menti degli Italiani che dimenticano, degli italiani che forse in realtà non hanno mai ricordato, di tutti i nostri connazionali che rivendicano chissà quale identità nazionale.

La mia domanda è: perchè continuiamo a parlare di tutela dell’identità nazionale quando in realtà, non c’è mai stata?

Identità nazionale: dove eravamo rimasti

La nostra nazione nasce soltanto nel 1860-61, ed è l’unione di realtà territoriali che per secoli hanno sviluppato tradizioni, lingue e attitudini diverse. 20 regioni che in realtà sono piccole nazioni, anzi, in alcuni casi, veri e propri enclave socioculturali che al loro interno ospitano altrettante varietà etniche e storiche, vedasi la Sicilia, vastissima e diversa al suo interno.

Il Sud è divenuto un serbatoio di forza lavoro per l’economia del Nord Italia e di tutti quei paesi che sono disposti a dare una chance a chi ha l’età, la preparazione e la voglia di mettersi in gioco per costruire carriere, famiglie, esistenza.

Giovani talenti che abbandonano le regioni del meridione per intraprendere nuovi percorsi di vita che possano garantire migliori prospettive di vita o semplicemente un cinema per andare a vedere un buon film di tanto in tanto, cosa che in diversi territori del sud, ebbene sì, manca, anche nei centri mediamente grandi.

La discussione della tutela dell’identità nazionale a mio avviso, non è altro che un alibi per celare un’attitudine atavica dell’uomo.

L’odio è la linea di congiunzione tra l’ignoranza e la diversità

La mancanza di conoscenza, l’ignoranza in soldoni riguardo a un determinato argomento, genera il sospetto e la paura.

Chi non è capace di comprendere, odia.

Un recente numero de “L’Espresso”, riporta la top 10 degli episodi di razzismo avvenuti in Italia nel mese di Agosto. La situazione è a dir poco grottesca:

1. Cervia Niente lavoro in albergo: «Non posso mettere ragazzi di colore in sala»
2. Ostia Dopo le ronde in spiaggia, CasaPound caccia gli abusivi da piazza Anco Marzio
3. Mantova Ragazzo pestato dai naziskin nel centro della città
4. Salerno “Il fascismo ha reso grande l’Italia”: il cartellone shock di Noi con Salvini
5. Torino Commerciante boccia aspirante commessa: sta con un africano
6. Latina Insultate e cacciate da un ristorante: «Voi trans non vi vogliamo»
7. Margherita di Savoia Rifiuta la casa vacanze affittata a coppia di italo-cubani: «Non potete entrare, siete neri»
8. Verona Quindicenne esclusa da gara canora perché nera: «Non sei u n ’ italiana vera»
9. Gallipoli Due ragazzi interrotti e sgridati durante un bacio in spiaggia: «Non vogliamo effusioni gay qui»
10. Ombriano Arci denuncia: «Giovane barista inseguito e picchiato. Aggressione fascista»

Ma ritorniamo alla questione relativa all’odio interno tra le correnti di pensiero opposte in Italia, dove, almeno per il momento, non ci sono verificate aggressioni vere e proprie tra fazioni di ideologie opposte come è accaduto, invece, a Charlottesville in Virginia negli Stati Uniti in cui si sono verificati diversi scontri tra gli esponenti dell’estrema destra e i manifestanti delle sinistre o comunque di tutti coloro che rinnegano tali comportamenti apertamente xenofobi.

Razza, orientamento sessuale, progressismo ideologico

Sono questi i temi attorno ai quali ruotano i dibattiti tra italiani, sia che essi avvengano in Parlamento, oppure attorno a una tavola imbandita a festa durante una domenica in famiglia.

La politica come reagisce?

Tre dei principali partiti politici dello scenario italiano, si sono ormai schierati a favore del conservatorismo culturale della nazione a discapito delle diversità etniche e delle minoranze in generale.

Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Forza Italia contro PD e il pochi altri gruppetti di sinistra.

E’ una battaglia impari, che alla luce delle dichiarazioni di alcuni esponenti di questi partiti non fa di certo ben sperare. Basta dare un’occhiata al profilo Twitter di un Matteo Salvini a caso per capire che i toni sono tutt’altro che pacati e solidali.

Quando il popolo italiano ha paura vira a destra.

Tuteliamo il nostro in vista dell’invasore; sia esso una persona di colore, un-una omosessuale, un giovane portatore di ideali nuovi, sicuramente non filonazionalisti.

E se la qualità del tuo nostro dipendesse proprio dall’accettazione della nuova Italia che avanza?

L’Italia è un paese che non cresce demograficamente, i tassi di natalità sono tra i più bassi d’Europa, un fattore che si ripercuoterà obbligatoriamente nelle politiche che riguarderanno i contributi pensionistici, il settore medico e assistenziale.

Un paese che sta implodendo a ritmi inesorabili mentre gli altri stati avanzano verso una solida ripresa

Un immobilismo economico oltre che ideologico che frena l’intraprendenza dei giovani italiani che cercano di emergere al di là dei limiti e delle sovrastrutture sociali di un popolo che riesci a riunirsi unicamente davanti allo schermo di una tv quando 11 giovani, anch’essi abbastanza confusi almeno dal 2006, provano a segnare un gol, o davanti alla 5 giorni di San Remo imbambolati davanti a un Carlo Conti che ha fatto dell’indietrismo e della nostalgia autentici baluardi per una carriera prospera e dal pubblico solido e duraturo.

Gli artisti, coloro che dovrebbero smuovere le coscienze attraverso l’arte, pur dimostrando una creatività diversa e più interessante rispetto a quello che era il contesto nazionale di qualche anno fa, se ne lavano le mani per lo più, limitandosi a descrivere gli effetti della scellerata politica italiana nella vita di ogni giorno e nelle relazioni interpersonali. Gli artisti italiani del momento sguazzando in questa instabilità, raccontandola senza alcuna forma di denuncia nei confronti delle cause e delle possibili soluzioni.

Quindi mi correggo: intrattenitori, non artisti italiani

E allora, come può, un cittadino pensante contribuire nel suo piccolo a generare un cambiamento nel nostro paese senza correre il rischio di sentirsi estraneo in casa propria?

Forse, è giunto il momento di agire al di là di quello che ci viene raccontato dai giornali e dalle circensi tribune politiche che pullulano tra i canali della tv generalista. Dare il meglio di sè, e soprattutto farlo nel modo giusto, anzi nella maniera più profittevole possibile. Impegno, sacrificio, dedizione, lungimiranza, e un’estremo senso empatico nei confronti della realtà che ci circonda.

Il successo, in tutte le sue sfaccettature, non conosce alibi di alcun tipo. La politica è sicuramente un fattore molto influente nelle sorti della vita di un cittadino ma non è tutto. Il cambiamento è possibile solo se siamo disposti a cambiare noi in primis attraverso delle scelte di vita morigerate, non completamente guidate dal sentimento, che ci possano dare la possibilità di esprimerci ma allo stesso tempo di non vivere a pochi passi dalla soglia della povertà, attraverso la fruizione di contenuti che provengano da fonti eterogenee che non siano esclusivamente la tv italiana, Il Lercio o il profilo Instagram di Diletta Leotta, solo per fare un esempio.

Sono quasi arrivato a New York dopo un volo di dieci ore partito da Palermo.

L’Italia pensata dall’alto è ancora più magica e contraddittoria.

 

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