La musica che mi fa stare bene: 9 autori da scoprire | Musica Italiana

Esami, colloqui, progetti lavorativi logoranti, elezioni, all you can eat da digerire, cocktail sbagliati, bollette da pagare, binge watching e nuovi autori da scoprire. Esistenze incagliate tra un passato ingombrante e un futuro contrassegnato da tanti punti interrogativi che trovano conforto nella musica. Siamo noi.

Così, mentre fisso il vuoto e cerco nuove cure per l’ansia (Coma_Cose), mi immergo nei meandri della musica italiana alla ricerca di nuove proposte che possano lenire le ferite di una quotidianità sempre più arzigogolata e instabile.

Toglietemi tutto ma non Spotify!

Negli ultimi mesi mi sono imbattuto in una miriade di ascolti ed è chiaro che più passa il tempo e più diventa difficile trovare degli autori originali che per fortuna non mancano.  Dopo ore di ascolti ho deciso di stilare una selecta eterogenea delle proposte musicali che mi hanno colpito di più in questi primi mesi dell’anno. Fatene buon uso e condividetele con le persone a cui tenete di più.

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MÉSA

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Federica Messa(1991), in arte Mèsa, è il nuovo volto femminile della corazzata Bomba Dischi; l’etichetta che ha lanciato tra i tanti Calcutta, Giorgio Poi, PopX, CarlBrave e Franco126. Negli ultimi giorni, lo stesso Calcutta, tramite i social, ha consigliato l’ascolto di “Oceanoletto”, l’ultimo singolo della cantautrice originaria di Roma, che ha già all’attivo un Ep dal titolo “Mèsa”.

Intimistica, immaginifica ed eterea: la poetica di Mèsa è originale e unica rispetto quella di altri autori emergenti dell’attuale panorama musicale italiano. Le sonorità di Mèsa sono essenziali e risentono molto del sound dell’alternative rock americano.

Mi sono imbattuto nell’ascolto di “Oceanoletto” durante un sabato pomeriggio di fine gennaio quando il buio ti entra dentro ottenebrando la mente. Le parole e la voce di Mèsa hanno iniziato a fare il loro corso dentro me dando una forma alle emozioni che stavo provando, legittimandole e rendendole meno confuse di quanto sembrassero.

Ho proseguito con l’ascolto di altri brani di Mèsa (mi ha colpito molto “Tutto”) e sono rimasto ammaliato dalla poesia e dalla penna sofisticata di questa cantautrice che si discosta molto dall’ermetismo contenutistico che è ormai diventato la cifra stilistica di diversi autori emergenti.

Mèsa non si serve di riferimenti pop per attirare l’attenzione dell’ascoltatore e fa perno sulla eterogeneità sintattica e fonetica della lingua italiana che si fonde perfettamente con le sonorità, distese ma intense, di questa giovane cantautrice.

I GIOCATTOLI

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I Giocattoli, band made in Palermo composta da Duilio, Chiara, Ernst e Davide, hanno dato vita al fenomeno musicale di inizio anno. Dopo l’uscita di “Bill Murray” a fine dicembre e di “Ailoviù” sul finire di gennaio, I Giocattoli hanno fatto breccia nelle preferenze degli ascoltatori.

I brani e i video dei singoli de I Giocattoli sono diventati virali in pochissimo tempo. Il pubblico attende con interesse l’uscita del primo album della band siciliana prodotta da Giungla Dischi che è stato realizzato in collaborazione con Carota (de Lo Stato Sociale) e Hyppo (dei KEATON).

Colorati, malinconici ed estremamente orecchiabili; questo non è di certo un difetto per i membri della band palermitana; Re Mida della scena musicale italiana emergente. I Giocattoli succhiano dalla quotidianità dell’universitario fuori sede dipingendo poi scenari sonori vivaci caratterizzati da un velo di nostalgia, instabilità e inquietudine per il presente per il domani che verrà.

Consigliamo anche l’ascolto di “Sulla Neve” e “Ragno”, i pezzi che hanno segnato il debutto de I Giocattoli.

GENERIC ANIMAL

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Generic Animal è stato menzionato da Rockit tra i gruppi su cui puntare per il futuro. I testi di questo progetto musicale portano la firma di Jacopo Lietti, frontman dei Fine Before You Came, sono prodotti da Marco Giudici e Adele Nigro (Any Other) e portano la voce di Luca Galizia (Leute).

Dopo l’uscita dei singoli “Broncio”, “Alle Fontanelle” e “Tsunami”, Generic Animal si presenta al pubblico con un album dal titolo omonimo che sta sta andando molto bene sul web. I Generic Animal aprono i concerti di Frah Quintale, Colombre e di tanti altri artisti di prima fascia nel mondo della musica alternativa italiana.

Un segnale che fa presagire un successo già annunciato (meritatissimo aggiungo) per questo originale e sofisticato progetto musicale. I Generic Animal dimostrano che non servono acuti e ritornelli dalla rima baciata per fare breccia nelle preferenze degli ascoltatori. La parola chiave è “autenticità”.

Gli 8 brani del primo album di Generic Animal non sono stati composti per piacere a tutti ma per scaturire l’interesse di chi troverà, o ha già trovato, il tempo di lasciarsi trasportare da un tappeto musicale psichedelico e rilassante da utilizzare per sorvolare l’inconscio ad occhi chiusi. Quindi, <<Mettetevi comodi e provate a stare calmi>> (Qualcuno che è andato).

Citando il brano “Hinterland”, <<Quando entra la luce e arriva>>; beh quella luce io l’ho sentita ascoltando Generic Animal.

NEVRO

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Nevro è il nickname artistico di Giuliano (classe ’97), nato a Caltanissetta e cresciuto a pane e Pokèmon, trapper siciliano naturalizzato torinese.

“Hoodie”, il suo ultimo singolo, ha totalizzato oltre 16 mila visualizzazioni nell’arco di un mese. Numeri che fanno ben sperare in attesa del nuovo album che uscirà molto presto.

Qualcuno diceva “Puoi togliere un ragazzo dalla provincia ma non puoi mai togliere la provincia da un ragazzo” e Nevro ne è la dimostrazione. Le sue liriche parlano di un’adolescenza trascorsa con gli amici (quelli del Dakota) tra le vie e i parcheggi della città natìa.

I testi di Nevro sono come dei flashback inevitabili per gli ascoltatori nati nel segno dell’ultima decade del ventesimo secolo che costringono a fare i conti con il tempo che passa, con l’entusiasmo smorzato dagli anni che si accavallano, e con gli amici che abbiamo perso per strada.

I suoi brani, così come i videoclip, infatti, sono ricchi di elementi iconici di quegl’anni in cui molti di voi molto probabilmente si ritroveranno.

CRLN

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Classe 93, da San Benedetto del Tronto, si scrive CRLN, si legge CAROLINE. La voce di questa giovane cantante e autrice ricorda molto quella di MEG. Il 2016 è l’anno dell’esordio di CRLN che stupì con i 5 brani contenuti nell’EP “Caroline”.

Hiphop, elettronica e soul: sono questi gli attributi che delineano la cifra artistica di CRLN che ha recentemente realizzato un singolo (“Da Capo”) in collaborazione con Dutch Nazari. La voce di CRLN, apparentemente asettica e distaccata, è in realtà un megafono di emozioni e di paure intime che vengono esorcizzate dalle eccellenti basi elettroniche che fanno da sottofondo musicale alle liriche cantate dalla suadente CRLN.

Il 16 marzo uscirà il primo album della cantante dal titolo “Precipitazioni”.

Leggi anche: Sundays Festival (20-21 Luglio, Lago di Caccamo, PA)

ERA SERENASE

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Era Serenase è il nome di un ambizioso ed eclettico progetto musicale made in Genova che porta la firma di Davide “EraSfera” Brancato (rapper e songwriter) e Serena “Serenase” Gargani (cantante, beatmaker e videomaker).

“Crystal Ball”, il primo album di Era Serenase, è un coacervo di sonorità hiphop anni ’90 che però ricorda molto il sound e la poetica degli storici Prozac+ e del pop punk italiano di qualità. Il rap di Davide incontra la vocalità acida di Serena dando vita a 11 brani esplosivi dal sapore vintage.

L’album contiene collaborazioni del calibro di Willie Peyote (“Piccoli drogati crescono”) e Dutch Nazari (“Fossili”)Gli Era Serenase, tramite i loro brani, offrono una visione chiara di un processo di crescita caratterizzato da una visione critica ed ironica delle banalità e dei clichè ciclici che affliggono la società italiana.

<<Una mattina dal mio panettiere, ho sentito una signora fare lamentele, parlava di rapine con le lame in tele, mentre lui tagliava il pane con le lame vere, disse “Le mezze stagioni non ci sono mai state, sono solo sfumature tra l’inverno e l’estate. Le mezze stagioni non ci sono mai state. Sono solo sfumature tra l’inverno e l’estate. Le mezze stagioni non ci sono mai state>>.

Basta leggere i titoli dei brani contenuti in Crystal Ball per capire che siamo difronte a qualcosa di molto pericoloso: “La morte spiegata ai bambini” e “L’amore spiegato ad Alberto Angela” sono solo alcuni esempi che rappresentano l’esacerbata creatività contenutistica degli Era Serenase che imperano sulla sintassi della lingua italiana offrendo spunti di riflessione molto interessanti.

I MIEI MIGLIORI COMPLIMENTI

i miei migliori complimenti

Una Milano vissuta, romantica, il cui ritmo è scandito dal rumore dei tram sulle rotaie e dai tacchi delle segretarie nei pressi degli uffici in San Babila. Una città di amanti e delusioni amorose quella che si ascolta nelle canzoni de I miei migliori complimenti, il nome del milanese d’adozione Walter Ferrari, uno dei cantanti emergenti più interessanti sulla scena della musica indie italiana.

Anche se forse non si può più propriamente chiamarlo “emergente”, dal momento che ha ormai un bel pò di esperienze alle spalle….

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POLLIO

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Fabrizio Pollio è un cantautore milanese nato nel 1984, già noto al pubblico come fondatore e frontman della band Io?Drama con la quale ha collezionato oltre 500 date in un lasso di tempo di dieci anni. Pollio ha fatto la gavetta.

Il suo primo album dal titolo “Humus” è uno scrigno di 9 brani magistralmente scritti e interpretati. Pollio con questo disco dimostra di essere un autore maturo e intenso dotato di una vocalità dall’estensione considerevole; caratteristica che conferisce valore ai suoi brani in cui si avvertono sfumature sonore proprie del pop-folk.

<<Ci siamo abituati anche al senso di vomito, non ci si può guardare>>

<<La mia generazione ha stretto un patto col baratro>> (“Generico”)

Ascoltando i brani di Pollio avvertirete un forte senso di liberazione. I brani contenuti in Humus sono inni catartici, sfoghi in musica che dimostrano un forte senso di insofferenza nei confronti di ciò che ci circonda (“Le vite degli altri”), di smarrimento nei confronti dei mutevoli cambiamenti della società e dei suoi capisaldi e uno spiccato spirito critico dell’autore. Ascoltatelo.

MARGHERITA VICARIO

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Attrice, cantautrice, compositrice: Margherita Vicario (classe ’88) è un portento artistico che spazia dal canto alla recitazione con destrezza ed originalità. Ha recitato nel cast di diverse produzioni televisive e cinematografiche come To Rome With Love di Woody Allen, I Cesaroni, I Borgia, RIS etc.

Margherita sa il fatto suo e questo lo si intende dall’intenzione artistica dei suoi brani: diretti, immaginifici, scanzonati, ironici ma anche profondi.

<<Ecco la nuova Levante!>>

Una riflessione che ha echeggiato nella mia mente sin dai primi ascolti dei brani di Margherita Vicario. Fresco, convincente e mai banale; lo stile della cantautrice capitolina è facilmente riconoscibile. Margherita è dotata di una vocalità teatrale che le permette di interpretare i brani come se fossero monologhi tragicomici, come nel caso de “L’impavido pettirosso”.

I testi di Margherita sono un fiorire di immagini, battute pungenti e riflessioni che divertono e che allietano l’udito.

 

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