La Municipàl: “La provincia universale e la perifericità della vita”

Di Nicolò Granone,  Eleonora Varriale e Salvatore Giannavola

La Municipàl è un duo composto dai fratelli Carmine e Isabella Tundo, originari di Galatina, un piccolo paese della Puglia. Il percorso de La Municipàl inizia nel 2014 con la pubblicazione di un Ep di due brani dal titolo Valentina Nappi. Poi, altri due album: “Le nostre guerre perdute” (2016), seguito dal recente “B Side” (2018).

Si sono esibiti sul prestigioso palco del Primo Maggio proprio quest’anno, occasione in cui la band è stata insignita di due premi prestigiosi per il mondo della musica emergente italiana: il premio SIAE e il 1MNext.

I Mondiali del ’18, titolo dell’ultimo brano rilasciato dalla band, ha già conquistato il pubblico raggiungendo la top 5 della classifica Viral 50 Italia su Spotify.

La Municipàl canta della società di oggi, con criticità, romanticismo e un pizzico di rabbia velata dall’elegante e sofisticata sonorità che contraddistingue questo progetto musicale.

Il 21 luglio li vedremo sul palco del Sundays Festival insieme a Lemandorle, The Heron Temple, Meli e Agnello.

Vediamo un po’ cosa hanno da dirci in vista del tour estivo che si preannuncia rovente!

TICKETS SUNDAYS FESTIVAL: link.

INTERVISTANDO LA MUNICIPAL

Da cosa deriva il nome La Municipàl? Ci raccontate un aneddoto legato all’istante in cui avete deciso che vi sareste chiamati così?

La Municipàl è nata per gioco nel 2013, ci siamo resi conto di essere quasi tutti figli di vigili urbani, e per scherzo ho scelto La Municipàl per pubblicare il primo singolo Via Coramari.

Come si scrive una canzone perfetta come Lampadine?

Grazie per il complimento, in realtà Lampadine è un brano vecchissimo, scritto nel periodo di gestazione de La Municipàl, che poi ho deciso di pubblicare in B side, ed è uno di quei brani usciti di getto, di pancia, è solamente un brano sincero.

La guerra in cui si parla nella canzone George a che cosa si riferisce?

E’ una guerra interiore, quella della mia generazione e comunque dell’umanità in generale, è quello stato d’animo costante di inquietudine che avvolge molti di noi, lasciandoci un po’ impotenti allo scorrere del tempo.

Vale la pena essere romantici?

Bisogna essere se stessi prima di tutto, il resto viene da sè.

La municipàl

Quali sono le influenze artistico-letterarie che hanno costituito le basi della vostra creatività?

Abbiamo gusti musicali molto vasti, io ascolto e suono di tutto ( anche con i miei altri progetti -Carmine Tundo-Nu shu ecc) e quindi non posso fare un discorso di cose che hanno influenzato La Municipàl, diciamo che questo progetto rappresenta la mia parte più romantica, che nasce da racconti molto personali della mia vita, quindi parte tutto dalle canzoni più che da un concetto sonoro ben preciso, anche il sound è studiato per fare da giusto contorno al brano senza esserne invadente.

Siete tra le poche band a sud di Roma che hanno riscosso un successo significativo nella scenario nella nuova musica italiana.

(Da terroni) Vi ringraziamo per questo perchè date voce a una quotidianità che spesso non emerge da altri cantautori. Se non ci fosse stata la provincia leccese, La Municipàl sarebbe nata ugualmente?

Siamo molto felici di essere una delle poche realtà del sud di questo movimento, geograficamente è difficile emergere per una band del sud, e i sacrifici sono tantissimi perchè si parte svantaggiati rispetto ad altre scene musicali, ma l’importante è portare la propria musica in giro.

Di sicuro la provincia leccese ha ispirato molto il mio lavoro, ma quella della provincia credo che sia una realtà universale, è un modo di vedere la vita, di scegliere la lentezza e la perifericità della vita.

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Ti aspettiamo il 21 e il 22 luglio sulle rive del lago di Caccamo (Palermo) per cantare e ballare insieme al Sundays Festival!

 

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