Nevro: trap, videogiochi e Greg Willen

nevro

Di Claudio La Magna

Giuliano Brescia, aka Nevro, originario di Caltanissetta, è una delle giovani promesse musicali del 2018. Il suo percorso artistico nasce da una grande passione per la musica elettronica e negli anni si evolve definitivamente in sonorità più hiphop, quindi trap.

Dall’incontro con Greg Willen, produttore torinese del fenomeno Young Signorino, è nato “In Bloom”, album che contiene 12 tracce.

Noi di Blogstermind abbiamo avuto il piacere di conoscerlo ed intervistarlo in vista della sua partecipazione al Sundays Festival il 22 luglio dove si esibirà insieme  I Giocattoli , Cimini ed Era Serenase.

Qualcuno diceva “Puoi togliere un ragazzo dalla provincia ma non puoi mai togliere la provincia da un ragazzo” e Nevro ne è la dimostrazione. Le sue liriche parlano di un’adolescenza trascorsa con gli amici (quelli del Dakota) tra le vie e i parcheggi della città natìa.

I testi di Nevro sono come dei flashback inevitabili per gli ascoltatori nati nel segno dell’ultima decade del ventesimo secolo che costringono a fare i conti con il tempo che passa, con l’entusiasmo smorzato dagli anni che si accavallano, e con gli amici che abbiamo perso per strada.

I suoi brani, così come i videoclip, infatti, sono ricchi di elementi iconici di quegl’anni in cui molti di voi molto probabilmente si ritroveranno.

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INTERVISTANDO NEVRO

Da dove deriva il tuo nome d’arte?

Nevro è il nome che mi porto da quando ho iniziato a fare musica, diciamo che è saltato fuori da solo, mettendo in risalto quelli che erano i miei difetti. Nel mio nome ci sono le nevrosi che mi hanno accompagnato per tanto tempo fino ad oggi ahahah.

Quali sono gli artisti e i generi da cui trai ispirazione?

Sono cresciuto con il metal, il punk e l’emo. Sono i generi che, anche se in modo implicito, mi influenzano ancora. Non ho mai “preso ispirazione” con la consapevolezza di farlo, mi piace separare la musica che mi piace ascoltare da quella che mi piace fare. Nonostante questo mi rendo comunque conto che quello che ho ascoltato negli ultimi anni mi ha influenzato parecchio. Ascolto tutta quella wave un po’ emo americana, lo-fi e cloud come Oliver Francis e Yung Lean. Più che di generi preferisco parlare di artisti in quanto tali.

Nei tuoi brani parli spesso del Dakota, di cosa si tratta?

Il Dakota è un parcheggio, il mio parcheggio. Prende il nome dalla vecchia pizzeria si trovava in quella via.

Vengo da una città vuota, priva di distrazioni per giovani e totalmente lasciata a se stessa. È stato ed è un punto di ritrovo, di incontro e boh un modo per passare le giornate, ha creato tanti legami, tante storie e tanti problemi hahah.

Mi piace dire che vengo da li perché si tratta delle mie origini e credo che questa sia stata la cosa che più mi abbia influenzato nel modo di scrivere. Quel posto è stato la mia vita fino a prima di trasferirmi, tutt’oggi quando torno nella mia vecchia città passo le giornate la.

musica italiana

Perché così tanti riferimenti ai videogiochi?

I riferimenti ai videogiochi, come agli anime, ai cartoni e tutto il resto, è molto casuale. Sia io che Greg siamo sempre noi stessi, e quando lavoriamo ai pezzi mettiamo sempre tutto quello che è nostro, sia musicalmente, sia visivamente. Io gioco ai Pokemon quindi metto quello ahahah.

E’ tutto uno specchio della nostra realtà, non è strano pensare che con il tempo tutto questo prenderà una piega diversa, si cambia sempre, sia artisticamente che umanamente. Di sicuro suono e immaginario di un artista ne sono influenzati, penso che l’importante sia sempre fare quello che ti senti.

Progetti per il futuro?

Io, Greg e il team siamo sempre a lavoro e stiamo iniziando un nuovo ed entusiasmante progetto.

“In bloom” è servito a piantare le basi di quello che è il nostro messaggio, ora vogliamo andare oltre e definire il nostro suono, la nostra wave.

Com’è nata la collaborazione con Greg Willen?

Io e Greg ci siamo conosciuti l’anno scorso grazie ad amicizie comuni, non ci siamo messi subito a lavorare insieme, ma ogni volta ne parlavamo. Un giorno sono andato da lui e abbiamo fatto un pezzo, che non è mai uscito, e da li abbiamo iniziato a mettere giù diverse idee fino a creare il disco.

Prima di essere il mio produttore è uno dei miei più cari amici. Il segreto della nostra musica? Lavorare con le stesse persone con cui ti sbronzi il sabato.

Sundays Festival sta arrivando! Ti aspettiamo!

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