I Hate My Village live @ Santeria Social Club 27.02 (MI) | Report

Di Benedetta Minoliti

Provate a immaginare un super gruppo con quattro grandi della musica rock degli ultimi 15 anni. Sembra un sogno, vero? È invece è realtà, e ha il nome degli I Hate My Village.

Gli IHMV sono il nuovo progetto di Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Alberto Ferrari (Verdena) e si sono esibiti lo scorso 27 febbraio alla Santeria Social Club di Milano, portando sul palco il loro primo album omonimo.

Con la partecipazione di Marco Fasolo (Jennifer Gentle) alla chitarra, si sono presentati sul palco della Santeria e hanno regalato al pubblico un’ora e un quarto di live davvero intenso.

Il concerto inizia con dei versi di animali, tra cui delle galline, e tra i fan c’è subito un leggero vociare, segno che coloro che partecipano al concerto ricordano degli inizi dei Verdena e del famoso pollaio, adibito a studio di registrazione, dove il gruppo ha registrato il suo album “WOW”.

Il live, però, si accende davvero con le strumentali Presentiment e Tramp.  Gli I Hate My Village sono uno schiaffo in faccia a tutti coloro che non apprezzano la musica strumentale e credono che a un concerto la cosa più importante sia cantare insieme al proprio artista preferito, spesso sovrastando la sua voce.

Acquaragia, uno dei pezzi più forti dell’album, trasporta il pubblico nel vivo del concerto. Un brano convincente, reso ancora più interessante dalla voce di Alberto, che si riconferma uno degli artisti più particolari del panorama italiano.

Si prosegue con  Fare un fuoco e I Hate My Village, brano che riprende il titolo in un cannibal movie nigeriano degli anni ’90, che ha ispirato il gruppo sia nella composizione dei brani che nella scelta della copertina, remake della locandina del film ideata da Scarful (Alessandro Maida).

Il sound del super gruppo, che va dall’afrobeat al funk, toccando anche il blues, tiene il pubblico costantemente con gli occhi incollati sul palco. Il progetto degli I Hate My Village funziona non solo perché gli artisti sul palco sono musicalmente dei giganti, ma anche, e soprattutto, perché si divertono.

Sono affiatati, fanno quello che gli piace, e anche se non dicono una parola durante il concerto, dopo ogni brano il pubblico esplode in urla e applausi lunghissimi, perché la musica è sempre al primo posto ed è più importante di mille parole, spesso superflue in questi casi.  

I brani si susseguono senza pause, fino al momento della chiusura della prima parte del concerto, con l’incredibile Tony Hawk of Ghana. Siamo al primo bis e gli IHMV stupiscono, portando sul palco della Santeria il re del pop Michael Jackson, con la sua intramontabile hit Don’t stop ‘till you get enough, ovviamente rivisitata in chiave inedita, anche grazie alla voce di Alberto.

Un altro colpo di scena arriva con Tubi innocenti, brano strumentale tratto dall’album solista “Film o Sound” di Viterbini. Il bassista, scatenato, è accompagnato dall’altrettanto scatenata batteria di Rondanini.

Le sorprese per il pubblico, accorso alla data sold out del gruppo, non sono ancora finite. Il concerto, che sembrava essere finito, ha ancora qualcosa da regalare. E infatti i quattro risalgono sul palco per un secondo bis, durante il quale suonano Bring it on home to me di Sam Cooke. 

Un concerto difficile da dimenticare.

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